Libere opinioni

di Gianni Toniolo


Fino a non molti anni fa i possessori di un apparecchio fotografico erano tutti fotografi professionisti oppure appartenevano a una ristretta cerchia di validissimi fotoamatori. Ne ho conosciuti tanti dotati, fra l’altro, di una rara qualità, la modestia, che li portava a parlare di fotografia in maniera mai urlata. La diffusione e la facilità d’uso delle moderne fotocamere digitali e la possibilità di correggere le fotografie con i programmi di ritocco hanno creato uno sconfinato esercito di fotografi in grado di realizzare immagini semplicemente venute bene. Oggi tutti si sentono fotografi per il solo fatto di possedere un apparecchio fotografico. Un tale entra in un negozio, acquista una reflex ed esce già “imparato”, anzi, si considera già un artista e da lì a poco comincia a organizzare workshop, a pubblicare sul web articoli su argomenti che conosce appena oppure test su attrezzature probabilmente mai tenute in mano, a caricare sul web centinaia di fotografie col solo scopo di ricevere commenti favorevoli che poi ricambia con commenti altrettanto favorevoli: un circolo di mutuo incensamento basato sul nulla.

 

«Fotografie meravigliose. Sei un grande artista».

«Grazie, bellissime anche le tue».

«Questa l’ho scattata in un pascolo alpino, bella vero?».

«Favolosa, non avevo mai visto delle vacche così belle. Che apparecchio hai usato?».

«Ho usato l’apparecchio X con il 70-200 stabilizzato».

«Io invece ho fotografato delle vacche col 17-40. Te ne linko una».

«Grandiosa! Però, se posso darti un consiglio, per gli animali è meglio il 70-200. Inoltre il tuo 17-40 è poco nitido. Guardati bene il crop della vacca sulla sinistra».

«Effettivamente il tuo 70-200 va alla grande, me lo consigli?».

«Te lo consiglio caldamente. Il mio 70-200 è il migliore in assoluto. È adatto anche per gli uccelli. Fidati di me che di fotografia me ne intendo».

 

Agghiacciante!

Sono questi i fotoamatori di oggi?

A questa grottesca categoria di fotoamatori bisogna aggiungerne un’altra non meno grottesca, quella dei maestri fissati per la tecnica e la postproduzione esasperata, i quali ignorano totalmente la cultura fotografica e tentano di nascondere la loro tara pontificando su argomenti tecnici di scarsa importanza pratica. Si autopromuovono su siti e blog dispensando opinioni non richieste a un pubblico che esiste solo nella loro fantasia. E spesso chiedono pure un’offerta in denaro per quanto da loro pubblicato. Ma chi glielo ha chiesto? Nessuno. Scattano a raffica, senza mai riflettere un attimo su cosa stanno fotografando e producono immagini ricchissime di tonalità ma totalmente prive di contenuto. Sono capaci di intrattenerti per ore sulle caratteristiche tecniche della loro attrezzatura, alla quale dedicano quotidianamente cure e attenzioni superiori a quelle che una persona normale riserverebbe a un figlio. Veri e propri maniaci che, non rendendosi conto della loro superficialità culturale, continuano imperterriti a scattare e pubblicare fotografie perfettamente bilanciate, perfettamente elaborate, perfettamente in bolla, perfettamente insignificanti. Si spacciano per maestri di fotografia ma non riescono ad andare più in là del semplice aspetto tecnico, come se la corretta applicazione di determinati parametri fosse sufficiente per realizzare buone fotografie. Mai ne ho trovato uno in grado di spendere due parole sulla forma e il linguaggio fotografico.

Di nuovo: sono questi i fotoamatori di oggi?

 

 

Gianni Toniolo

 

 

 

 

 

 

Francamente non capisco il motivo della sua preoccupazione, se di preoccupazione si tratta.

 

Le due categorie di fotoamatori cui lei accenna (sgangherata la prima, malata la seconda) esistono da sempre. Sono categorie marginali che oggi sfruttano il palcoscenico del web per mettersi in mostra in maniera non sempre appropriata. Bisogna precisare subito che costoro non sono veri fotoamatori bensì semplici possessori di attrezzature fotografiche e competenti di tecnica, in particolar modo di postproduzione. Traggono soddisfazione dal solo possesso della loro attrezzatura e gratificazione dall’essere considerati guru. Personalmente non ci trovo nulla di male se alcuni esperti diffondono le loro conoscenze. C’è sempre da imparare da chi ne sa di più. Alcuni di essi potranno forse strappare un sorriso per la loro immodestia o supponenza, però non inquinano di certo il mondo del vero fotoamatorismo perché, ripeto, non ne fanno parte. E qui, a titolo di paragone, torna utile raccontare la storiella, realmente accaduta, di quell’imbianchino che ha fatto stampare sui suoi biglietti da visita il titolo di “pittore”. A ben pensarci il termine scelto non è del tutto scorretto, visto che imbianchini e pittori sono accumunati nell’uso di colori e pennelli. Quell’imbianchino però, convinto di essere un pittore per il solo fatto di sapere tutto, ma proprio tutto, su colori e pennelli, ha finito col montarsi la testa. Ha creato perfino un sito nel quale si autodefinisce artista, massimo esperto in miscelazione dei colori, in pennelli e in tecniche pittoriche.

 

Presumo che ancora oggi quell’imbianchino non abbia ben afferrato la differenza che passa fra un pittore chiamato ad affrescare la Cappella Sistina e un pittore chiamato a rinfrescare il soffitto di un tinello.

 

Molti fotografi si comportano esattamente come quell'imbianchino: non afferrano la differenza fra scattare una foto e fare una fotografia.

 

Fortunatamente ci sono ancora molti fotoamatori con idee ben precise sulla fotografia, ma questi non li troverà facilmente sul web. Preferiscono fare fotografie anziché perdersi in articoli tecnici. Preferiscono andare a vedere una mostra anziché mettersi in mostra. Preferiscono giudicare una fotografia in base al suo contenuto anziché analizzare il suo crop. Posso dirle per certo, perché ne ho conoscenza diretta, che esistono ancora molti fotoamatori puri, dotati di buona formazione umanistica e fine sensibilità ma sconosciuti al grande pubblico. Ne conosco personalmente alcuni, pochi per la verità, e sono tutti bravi fotografi. Scattano pochissimo, non fanno passerella su Internet e mai si sognerebbero di salire in cattedra in qualità di esperti. Per loro la fotografia è una cosa intima e ne parlano con pudore. Per loro l’apparecchio fotografico è solo un mezzo per esprimersi, per raccontare, per catturare e conservare emozioni. Spesso sono proprio questi fotoamatori anonimi a realizzare grandi scatti, silenziosamente.

 

 

Massimo Vespignani

Massimo Vespignani
"Pittore"